Un giorno di gara
con la Scuderia

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Preparando il futuro del ciclismo

Il Bardiani - CSF Pro Team è molto più di una squadra di ciclismo professionistico, è diventata un di punto di riferimento nell'ambito della scoperta e della formazione dei nuovi giovani talenti del Belpaese.

Forte di una filosofia basata su gioco di squadra e sportività e dell'appoggio di partner strategici comeBriko, il Bardiani - CSF vuole riportare l'Italia in cima alla vetta del ciclismo mondiale.

In occasione del 66° Giro d'Austria abbiamo incontrato Roberto Reverberi, direttore sportivo del team, per discutere di passato, presente e futuro del Bardiani - CSF e di quali sono i valori di una vera Scuderia.

Prima di tutto grazie per aver trovato un po' di tempo per parlare con noi. Ci troviamo a Villaco, al termine della sesta tappa del 66° Giro d'Austria, e lei sembra molto rilassato. Le piace l'atmosfera che si respira?
Certamente.
Il paesaggio quassù sulle Alpi austriache è fantastico e tutti si stanno impegnando a fondo.
La tappa di oggi è stata davvero eccitante, tutta la squadra ha fatto un lavoro encomiabile.
Siamo ancora soddisfatti per il quinto posto conquistato da Nicola Boem due giorni fa: èstato un grande risultato sia per Nicola che per il Bardiani - CSF Pro Team.

Quindi non ruota sempre tutto attorno alla vittoria? Pensa sia importante apprezzare le perfomance individuali anche se alla fine l'atleta non conquista il gradino più alto del podio?
Vincere non è solo una questione di chi taglia per primo il traguardo.
Per me c'è molto altro.
Innanzitutto occorre lavorare duro, dare il massimo e sostenere gli atleti giovani e dotati.
La vittoria in sé e per sé è l'obiettivo ultimo, quello più importante.
Raggiungerlo è possibile solo se si agisce con passione ed entusiasmo.
È un processo lungo.

Come dev'essere la Scuderia ideale?
Il ciclismo sembra uno sport individuale, ma la sua essenza risiede nella forza di un grande gruppo: la squadra.
È una delle caratteristiche distintive del ciclismo.
I valori principali che una Scuderia deve trasmettere alle persone che ne fanno parte sono lealtà e fiducia - e anche questo è cruciale per vincere.


Di che tipo di persone ha bisogno la Scuderia ideale?
Una squadra ha bisogno di persone che ricoprono una serie di ruoli differenti.
Nel ciclismo, la squadra non può vincere senza un leader.
Allo stesso tempo, non può esistere un leader senza una grande squadra alle spalle.

Cosa rende tale un buon leader?
Essere un leader nello sport comporta grandi responsabilità.
Un leader possiede la forza e la capacità di spingere tutti i membri del team a lavorare sodo, a spingere di più sui pedali e a sacrificarsi per il bene della squadra.
Nel nostro sport un leader deveavere queste caratteristiche, e la vittoria o la sconfitta dipendono principalmente da questo fattore.
Molti leader delle squadre di ciclismo sono individui che danno il tutto per tutto e oltrepassano il proprio limite fisico per motivare i compagni.
La loro qualità determinante è l'atteggiamento.

Come descriverebbe la sua filosofia quando si tratta di trovare nuovi membri del team?
Scoprire nuovi talenti non è mai facile.
Il nostro obiettivo è quello di scoprire i giovani ciclisti italiani più dotati, e questo per noi è ancora più importante che vincere.
Per prima cosa coltiviamo lo spirito di squadra dei nostri atleti, e cerchiamo di comprendere il loro comportamento individuale e capire quale potrebbe essere il ruolo a loro più adatto.
Finché non siamo sicuri che possano essere parti integranti e funzionali di un grande team non li facciamo salire a bordo.

Secondo lei cosa rende questi atleti così competitivi? Sembra che nel ciclismo lo spirito della competizione venga percepito molto più che in altri sport.
A questo livello sono ipiccoli dettagli a permetterti di vincere.
La vittoria è uno stato mentale: se tutti i ciclisti sono motivati a sacrificare il successo personale per il bene della squadra, allora il traguardo è già più vicino.
È proprio questo che fa la differenza tra un buon atleta e un autentico campione.

Il Bardiani - CSF Pro Team ha vinto molto al Giro d'Italia. Qual è stata la strategia che vi ha permesso di trionfare?
L'esperienza del Giro d'Italia è stata spettacolare e il risultato è andato ben oltre le aspettative.
Sapevamo di poter contare su grandi ciclisti, ma in un contesto così competitivo vincere non è mai facile.
Ora il nostro obiettivo è quello di crescere, anno dopo anno e un passo alla volta, assieme ai nostri atleti vecchi e nuovi.
Vogliamo diventare un punto di riferimento nella storia del ciclismo italiano.

Se potesse cambiare una sola cosa della stagione finora, quale sarebbe e perché?
Sinceramente, non mi viene in mente nulla che vorrei cambiare.

Com'è cambiato il modo di gareggiare nel tempo?
Rispetto agli Anni Novanta il ciclismo è cambiato tantissimo.
È uno sport molto più internazionale di unavolta: si organizzano migliaia di eventi, si incontrano tantissimi atleti provenienti da tutto il mondo.
All'inizio l'Italia era uno dei paesi più importanti a livello di competizioni, tracciati e protagonisti.
Oggi il ciclismo viene praticato in tutti e cinque i continenti.
A questo si aggiunge il fatto che la scienza e la tecnologia al servizio della disciplina si stasviluppando in modo estremamente rapido. Persino i metodi di allenamento sono completamente cambiati.

Gli infortuni sono sempre stati un elemento inevitabile delle gare ciclistiche. Cosa ne pensa delle attuali misure di sicurezza in gara?
Ogni sport professionistico implica il rischio potenziale di infortunio.
Personalmente penso che le gare siano meno pericolose.
Tuttavia, in fase di allenamento, l'atleta si trova a pedalare su strade trafficate e può essere davvero pericoloso.
Indossare ilcasco dovrebbe diventare obbligatorio per tutti i ciclisti, visto che è unosport che sta crescendo tantissimo anche a livello amatoriale.
La sicurezza è la cosa più importante in assoluto, sempre e dappertutto.

Che importanza ha l'equipaggiamento per una Scuderia?
Attualmente, l'equipaggiamento tecnico è fondamentale per ogni atleta, a prescindere dallivello.
Ogni ciclista pretende i materiali migliori, attrezzature comode esicure, le tecnologie più avanzate e un design accattivante.
Se, oltre a tutto questo, il prodotto offre anche le migliori prestazioni possibili, allora non si può chiedere di più.
Si esce e si pedala!

La ringraziamo per l'intervista.
In bocca al lupo a lei e a tutta la squadra per la prosecuzione del Giro d'Austria!

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